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Author Topic: ANNI DI PIOMBO - THE LEAD YEARS -Terrorism in Italy - (books and docs)  (Read 43669 times)
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« Reply #15 on: June 17, 2011, 04:10:17 PM »

haven't read them! yet I am not always a keen fan of Kaos. some books were plain smear campaigns, although their books on padre Pio and the early Berlusconi books were classics!
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tiny_tove
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« Reply #16 on: July 21, 2011, 01:10:40 PM »

Ritengo ci sono tutti gli elementi per fare ulteriori indagini''
Moro, Imposimato: un 'commando' era pronto a salvarlo. Ma il blitz fu annullato
Aldo Moro (Adnkronos) Aldo Moro (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 21 luglio, ore 12:39
Roma - (ESCLUSIVA ADNKRONOS) - Ferdinando Imposimato, in qualità di legale di Maria Fida Moro, parte offesa nel processo sulla strage di via Fani e il sequestro e l'omicidio di Aldo Moro, si oppone alla richiesta di archiviazione: ''Esiste una denuncia fatta da un brigadiere della Guardia di Finanza che appare persona attendibile''. Maria Fida Moro: mandanti omicidio guardino nella loro coscienza


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Roma, 21 lug. (ESCLUSIVA ADNKRONOS) - "Un 'commando' era pronto a liberare Moro. Ma all'ultimo minuto è arrivato l'ordine di abbandonare l'operazione". Lo dice all'ADNKRONOS Ferdinando Imposimato, dal 1978 al 1984 giudice istruttore del processo Moro.

Un piano militare per liberare Aldo Moro. Avevano deciso di intervenire l'8 o il 9 maggio del 1978. Si erano preparati a fare un blitz dopo aver ispezionato l'appartamento di sopra a quello in cui era prigioniero lo statista. Ma un contrordine, arrivato all'ultimo momento, blocca l'operazione in via Montalcini n. 8. Una pista che sembrerebbe legare il caso Moro all'organizzazione Gladio.

Ferdinando Imposimato, ora, in qualità di legale di Maria Fida Moro, parte offesa nel processo sulla strage di via Fani e il sequestro e l'omicidio di Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse il 9 maggio 1978, si oppone alla richiesta di archiviazione, chiedendo la prosecuzione delle indagini. ''La verità sul caso Moro è più vicina -spiega all'ADNKRONOS Imposimato- e vogliamo conoscerla, anche per onorare la memoria dei martiri di via Fani. Senza paura e con fiducia nella giustizia. Ma non c'è giustizia senza verità. La vicenda Moro si riapre perché esiste una denuncia fatta da un brigadiere della Guardia di Finanza, G.L., che appare persona attendibile. E' stato militare dei bersaglieri presso il Battaglione Valbella, di stanza ad Avellino, insieme ad altri 40 commilitoni. Una parte di questi fu portato a Roma, con lo scopo di liberare un 'importante uomo politico'. Questo accadeva durante il sequestro Moro, dopo il 20 aprile 1978, data in cui i militari del 'commando' sarebbero arrivati a Roma''. ''Quando ho letto la denuncia che mi fu consegnata dallo stesso brigadiere il 7 ottobre 2008 -ricostruisce l'ex magistrato esperto di trame- in presenza di altri due sottufficiali inviati da un colonnello della Finanza di Novara, sono rimasto perplesso, data la gravità delle affermazioni del brigadiere, e ho detto che senza avere dei riscontri al suo racconto, quella storia non poteva essere credibile. Spiegai loro che non ero in grado di fare una verifica, anche perché -mi fu riferito dal sottufficiale- nel frattempo il Valbella era 'scomparso', smantellato. Penso che questo Battaglione Valbella poteva essere una struttura di Gladio. Ritengo ci sono tutti gli elementi per fare ulteriori indagini, oltre quelle svolte puntalmente dalla procura della Repubblica di Roma e dalla procura di Novara''.

In quella sede, spiega ancora Imposimato, ''sottolineai anche che bisognava identificare i commilitoni che secondo il brigadiere avevano partecipato alla missione nella capitale. Ho quindi consegnato la denuncia al procuratore aggiunto della Repubblica di Roma, Pietro Saviotti, il 20 novembre 2008, per chiedere una verifica delle circostanze riferite dall'uomo. Ho chiesto che il brigadiere G.L. fosse sentito e di essere informato in caso di una eventuale archiviazione. Allo stesso tempo ho cercato, tra altri atti di cui ero venuto in possesso regolarmente, riguardanti un'altra richiesta di archiviazione disposta dal gip, eventuali conferme o smentite al racconto del sottufficiale della Guardia di Finanza. E ho letto anche gli atti della commissione stragi riguardanti l'inchiesta su Gladio''. ''Ho poi esaminato gli atti -spiega l'ex giudice- regolarmente da me acquisiti su autorizzazione del gip di Roma, che riguardavano sia la vicenda di Pierluigi Ravasio, ex carabiniere paracadutista, che prima aveva parlato, per poi ritrattare, di un mancato intervento per impedire il sequestro Moro, e del colonnello Camillo Guglielmi, presente in via Fani la mattina del 16 marzo '78. Ho analizzato anche i documenti che riguardavano Nino Arconte, che aveva compiuto una speciale missione per andare in Libano e prendere contatti con un agente speciale, in vista della liberazione di Moro. Arconte ha prodotto un documento che è stato ritenuto falso dagli investigatori, ma che io invece reputo fondamentale sottoporre a una perizia tecnico-grafica per stabilirne l'autenticità o meno''. ''Altro elemento che ho acquisito -rimarca il legale di Maria Fida Moro- riguarda la presenza a Roma della Sas, Special Air Force inglese, durante il sequestro dello statista della Democrazia cristiana. Secondo Francesco Cossiga, allora ministro dell'Interno, doveva essere impiegato per la liberazione di Moro. Un riscontro alle dichiarazioni del brigadiere della Guardia di Finanza, che non può aver tratto questa ricostruzione dal mio libro 'Doveva morire. Chi ha ucciso Aldo Moro. Il racconto di un giudice', né può aver preso dagli atti dei processi che non fanno in alcun modo riferimento alla presenza di agenti inglesi nella vicenda Moro''.

''Il brigadiere G.L. -spiega Imposimato- viene a sapere che la sua presenza a Roma, insieme ad altri militari, anche stranieri, era finalizzata alla liberazione di questo 'importante uomo politico'. A Roma questa presenza si protrae per 15-20 giorni. Era stato loro detto che l'operazione doveva essere fatta l'8 o il 9 maggio 1978, e avevano capito che lì c'era Moro. Anzi, uomini di questo 'commando' erano stati anche portati in via Montalcini, in un altro edificio vicino a quello in cui era stata individuata la prigione del politico Dc''. Il sottufficiale, sottolinea l'ex giudice, ''sostiene di aver visto anche la famiglia che abitava nell'appartamento sovrastante quello in cui era prigioniero Moro. Ma l'8 maggio arriva un 'ordine superiore': il blitz viene annullato e tutti gli agenti e i militari devono tornare nelle strutture di origine''. La cosa non è indolore: ''Nel momento in cui i militari vengono a sapere che l'operazione era stata annullata -spiega Imposimato- hanno una reazione perché avrebbero voluto liberare l'ostaggo. Fu detto loro di dimenticare quello che era successo. E calò il silenzio su tutto''. Ma ''non è finita'', incalza l'ex giudice. ''A mio avviso -spiega- bisogna eliminare qualunque tipo di segreto di Stato sulla vicenda. Un segreto che, invece, è stato posto dall'autorità militare all'elenco dei commilitoni del brigadiere. Occorre poi interrogare gli altri uomini del 'commando', nel contraddittorio delle parti, come previsto dall'articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo e dall'art. 111 della Costituzione. E bisogna sentire anche tutti i vertici di Gladio per conoscere la sua reale struttura, e se sia possibile che di essa abbiano fatto parte soldati dell'esercito o di altre forze armate, oltre agli agenti del Sismi''.

''L'obiettivo -rimarca Imposimato- è capire se era possibile salvare Moro durante la sua prigionia, con un blitz analogo a quello che scattò per liberare il generale Dozier, senza cedere al ricatto delle Brigate Rosse''. ''Ero e sono d'accordo -precisa l'ex giudice- con la linea della fermezza e con quello che ha detto il Presidente Cossiga, ma prova di maggior fermezza sarebbe stato intervenire 'manu militari' per liberare Moro''. ''E' questa -rimarca il legale di Maria Fida Moro- la pagina che manca e che la famiglia dello statista e direi tutta l'Italia, attende di conoscere per sgomberare il campo da ogni dubbio su quella che, per dirla con il Presidente Ciampi, è stata la più grande tragedia che ha colpito il Paese dalla nascita della Repubblica''. E a chi gli chiede perché Moro doveva morire, Imposimato replica: ''Perché il suo progetto politico era in contrasto con la strategia dell'America e dell'Unione Sovietica. Gli americani non potevano accettare un governo con i comunisti né i sovietici consentire il dialogo comunisti-cattolici, perché questo avrebbe scardinato il 'modello' dell'Est''.

A distanza di 33 anni dall'omicidio Moro, conclude Imposimato, ''bisogna avere il coraggio di accettare degli aspetti che non erano conosciuti dagli inquirenti al tempo delle indagini. Ma ora la verità è più vicina''.


sorry for italian.
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tiny_tove
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« Reply #17 on: July 10, 2012, 11:35:12 AM »

'Così torturavamo i brigatisti'
di Pier Vittorio Buffa (05 aprile 2012)


Salvatore Genova Salvatore Genova Dopo qualche giorno l'interrogatorio decisivo che ci porterà alla liberazione di Dozier, quello del br Ruggero Volinia e della sua compagna, Elisabetta Arcangeli.

Io sono fuori per degli arresti e quando rientro in questura vado all'ultimo piano. Qui, separati da un muro, perché potessero sentirsi ma non vedersi, ci sono Volinia e la Arcangeli. Li sta interrogando Fioriolli, ma sarei potuto essere io al suo posto, probabilmente mi sarei comportato allo stesso modo. Il nostro capo, Improta, segue tutto da vicino. La ragazza è legata, nuda, la maltrattano, le tirano i capezzoli con una pinza, le infilano un manganello nella vagina, la ragazza urla, il suo compagno la sente e viene picchiato duramente, colpito allo stomaco, alle gambe. Ha paura per sé ma soprattutto per la sua compagna. I due sono molto uniti, costruiranno poi la loro vita insieme, avranno due figlie.

E' uno dei momenti più vergognosi di quei giorni, uno dei momenti in cui dovrei arrestare i miei colleghi e me stesso. Invece carico insieme a loro Volinia su una macchina, lo portiamo alla villetta per il trattamento. Lo denudiamo, legato al tavolaccio subisce l'acqua e sale e dopo pochi minuti parla, ci dice dove è tenuto prigioniero il generale Dozier. Il blitz è un successo, prendiamo tutti e cinque i terroristi e li portiamo nella caserma della Celere di Padova. Ciascuno in una stanza, legato alle sedie, bendato, due donne e tre uomini. Tra loro Antonio Savasta che inizierà a parlare quasi subito, e proprio con me, consentendoci di fare centinaia di arresti.

Ma le violenze non finiscono con la liberazione del generale. Il clima è surriscaldato. Tutti sanno come abbiamo fatto parlare Volinia e scatta l'imitazione, il "mano libera per tutti". Un gruppo di poliziotti della celere, che si autodefinisce Guerrieri della notte, quando noi non ci siamo, va nelle stanze dove sono i cinque brigatisti e li picchia duramente. Un ufficiale della celere, uno di quei giorni, viene da me chiedendomi se può dare una ripassata a "quello stronzo", riferendosi a Cesare Di Lenardo, l'unico dei cinque che non collabora con noi. Io non gli dico di no e inizia in quell'attimo la vicenda che ha portato al mio arresto. La mia responsabilità esiste ed è precisa, non aver impedito che il tenente Giancarlo Aralla portasse Di Lenardo fuori dalla caserma. La finta fucilazione e quello che accadde fuori dalla caserma lo sappiamo dalla testimonianza di Di Lenardo. Io rividi il detenuto alle docce. Degli agenti stavano improvvisando su di lui un trattamento di acqua e sale. Li feci smettere ma non li denunciai diventando così loro complice.

La voglia di emulare, di menar le mani, di far parlare quegli "stronzi" non si ferma a Padova. Di Mestre so per certo. Al distretto di polizia vengono portati diversi terroristi arrestati dopo le indicazioni di Savasta. I poliziotti si improvvisano torturatori, usano acqua e sale senza essere preparati come Ciocia e i suoi, si fanno vedere da colleghi che parlano e denunciano. Ma l'inchiesta non porterà da nessuna parte.
Quando i giornali cominciano a parlare di torture e scatta l'indagine contro di me e gli altri per il caso Di Lenardo mi faccio vivo con Improta, gli dico che non voglio restare con il cerino in mano, che devono difendermi. Lui promette, dice di non preoccuparmi, ma solo l'elezione al Parlamento propostami dal Partito socialdemocratico mi toglie dal processo. Gli altri quattro arrestati con me vengono condannati in primo grado e, alla fine, amnistiati.

Noi non siamo mai stati in prigione. Io venni portato all'ospedale militare di Padova e lì mi venivano a trovare funzionari di polizia per informarmi delle intenzioni dei magistrati. Tra le mie carte ho ritrovato un appunto dattiloscritto che mi venne consegnato in quei giorni. E' una falsa, ma dettagliatissima, ricostruzione dei fatti che dovevamo sostenere per essere scagionati. Suppongo che lo stesso foglio venne dato anche agli altri arrestati perché non ci fossero contraddizioni tra di noi.
Io me ne sono restato buono per tutti questi anni perché non volevo far scoppiare lo scandalo, fare arrestare tutti quanti.

Oggi, guardandomi indietro, vedo con chiarezza che ho sbagliato, che non avrei dovuto commettere quelle cose, né consentirle. Non dovevo farlo né come uomo né come poliziotto. L'esperienza mi ha insegnato che avremmo potuto ottenere gli stessi risultati anche senza le violenze e la squadretta dell'Ave Maria".


more to come in English soon.
this is an admission from police of tortures (involving sex abuse) to red brigades terrorists in the "lead years"
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« Reply #18 on: July 27, 2012, 04:59:07 PM »

Quote
more to come in English soon.
this is an admission from police of tortures (involving sex abuse) to red brigades terrorists in the "lead years"

Please!

Picked this up for a decent prize


and this



which wasn't as illustrated as I hoped. Some good articles and some not very good at all.


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« Reply #19 on: January 28, 2013, 04:57:19 PM »

Time to revive this thread. This weekend there was a call in the major swedish newspaper Dagens Nyheter for an enquire into the Swedish branch of Gladio. The writer of the article who is a high ranking state auditor who want a full investigation into any links between the murder of Olof Palme and the Swedish stay behind network. She also mentioned a book that I never heard of chronicling the Swedish connection.

http://www.dn.se/debatt/hemlig-motstandsrorelse-kopplas-till-palmemordet

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« Reply #20 on: January 28, 2013, 05:05:41 PM »

I recently read some David Myatt's articles where he proudly boasted to be part of the British Gladio...
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« Reply #21 on: January 28, 2013, 05:42:10 PM »

I recently read some David Myatt's articles where he proudly boasted to be part of the British Gladio...

I most say he has a great cover...



and reminds me of these guys.



I saw that he renounced both his neo-nazi and muslin ways these days.
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« Reply #22 on: March 20, 2013, 10:36:21 AM »

Tory against Gladio? http://www.parapolitical.com/2013/03/5qrc

Anyone read Richard Cottrell’s books? He background is a bit eclectic which could make for a good read or not.
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« Reply #23 on: March 20, 2013, 12:19:56 PM »

interesting, will read it later!
I have many led years related news, will post them in a few hours.
Unfortunately in Italian but I will try to explain.
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« Reply #24 on: March 20, 2013, 01:03:34 PM »

I recently read Richard Drake's "The Revolutionary Mystique and Terrorism in Contemporary Italy". It's a good account of the years of lead for those (like myself) who can't read Italian, although it focuses much more heavily on the left than the right. The author was a scholar of medieval Italian history who decided to write about the (then very recent) events after the Moro affair. Not the most in-depth work, sand heavy on the social democratic bias, but still a good read, and easy to find cheap.
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Where we're from, the birds sing a pretty song and there's always music in the air.

"As long as humans have hands to draw with, topics such as fucking, sucking, tits, ass, sodomy, pink cunts and big dicks along with death, murder, politics and power will always be on our cave walls." -Joe Roemer
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« Reply #25 on: March 20, 2013, 02:30:10 PM »

So, this year marked the passing of several leading characters of the lead years.



Prospero Gallinari:
http://www.ilpost.it/2013/01/19/i-funerali-di-prospero-gallinari/
Never repented member of the red brigades, part of the group that handled the Moro affair. Huge demo with about 1000 militants from different groups often in no-speaking term with each others.

Nicola Pellecchia
Member of Naples "NAP" Nuclei armati proletari, one of the most violent groups in the left, left many people on the streets, even in their own ranks.
http://www.ilmattino.it/blog/gigi_di_fiore/gli_anni_di_piombo_i_nap_a_napoli_e_la_difficile_lotta_per_la_vita_di_nicola_pellecchia/0-46-1820.shtml

Pino Rauti
From the old MSI to  centro studi ordine nuovo, then back to the MSI and founder of smaller parlamentary groups of the radical right.
Accused of several mass murders, keen Evola's disciple, he is one of the persons behind what his called right wing Gramscian thought.

http://www.youtube.com/watch?v=-UPdlDngyVM



On a different note, the case regarding ACCA LARENTIA (or LARENZIA), where three MSI militant were murdered in cold blood by apparent left wing militants with a machine gun has been re-opened.
http://www.youtube.com/watch?v=2_wiIwRUmG8


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« Reply #26 on: March 20, 2013, 02:33:45 PM »

Veri long interview to Giusva Fiorvanti. One of the most ruthless right wing murderers in those year, accused and condemned with his wife for the Bologna Bombings, yet many - myself included - are not very sure about it. probably one of the best examples of Italian secret services creating confusion and contraddictions.
There are several interesting books on the subject that I have probably mentioned in old post, and the two best ones are written by left wing journalists (Colombo and Semprini).

http://www.lesenfantsterribles.org/sette-gennaio/nar-in-principio-era-lazione/


Apocalypse culture 2 features an article I co-wrote with Moynihan on the subject. Unfortunately back then my knowledge on the subject was limited and would definitely need a revision.

Incidentally Fioravanti was the leading actor of GRAZIE NONNA, featuring Edwige at her best.
« Last Edit: March 20, 2013, 02:36:35 PM by tiny_tove » Logged

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« Reply #27 on: March 20, 2013, 04:55:17 PM »


Apocalypse culture 2 features an article I co-wrote with Moynihan on the subject. Unfortunately back then my knowledge on the subject was limited and would definitely need a revision.

Incidentally Fioravanti was the leading actor of GRAZIE NONNA, featuring Edwige at her best.

I re-read you NAR piece in AC2 recently and I think he was a fascinating character. I would be very interested in reading a revision. I at the moment going down the Swedish connection to Gladio.

To bad my Italian is so bad...

http://www.youtube.com/watch?v=aEx3HGDfSs4
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« Reply #28 on: March 20, 2013, 06:00:38 PM »

Consider that back in the days I didn't realise how hated he was from the radical right. In certain area you cannot even name him.
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« Reply #29 on: April 03, 2013, 11:46:02 AM »

Impressive archive of original flyers and writings of TERZA POSIZIONE and related.
They have been the most influential group on modern day radical right, taking distance from both Marxism and that Pan-Americanism that lead to collaboration with big part of the right/neo-fascism.


http://kozzmozz.tumblr.com/
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